Indecisi a tutto

Nella discussione sul candidato governatore della Banca d’Italia si è innestata, sull’indecisione del governo circa il nome da sottoporre al parere non vincolante del consiglio superiore della Banca d’Italia, una polemica provinciale e impropria di natura personalistica. Vittorio Grilli, che insieme con il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, è uno dei due candidati, viene etichettato da gran parte dei media come “tremontiano”. Guarda la puntata di Qui Radio Londra Presidente, per Bankitalia va' dove ti porta il cuore
6 AGO 20
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Nella discussione sul candidato governatore della Banca d’Italia si è innestata, sull’indecisione del governo circa il nome da sottoporre al parere non vincolante del consiglio superiore della Banca d’Italia, una polemica provinciale e impropria di natura personalistica. Vittorio Grilli, che insieme con il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, è uno dei due candidati, viene etichettato da gran parte dei media come “tremontiano”. Sicché se il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lo preferisse a Saccomanni, ciò verrebbe considerato come una sua sconfitta e come una vittoria del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

Saccomanni ha fatto tutta la sua carriera in Banca d’Italia con compiti prevalentemente operativi e la sua nomina esprimerebbe una continuità interna. E’ però errato classificare Grilli come “tremontiano” data la sua biografia. Egli non deve la sua attuale posizione di direttore generale del Tesoro al fatto di essere entrato al vertice di tale istituzione come un collaboratore di Tremonti, ma di Carlo Azeglio Ciampi quando era presidente del Consiglio nel 1994. Infatti fu allora che Grilli, professore di Economia monetaria e bancaria alla University of London, fu nominato direttore centrale del Tesoro per le privatizzazioni, incarico che mantenne prima nei governi Berlusconi e Dini, poi nel governo Prodi, quindi con Ciampi al Tesoro sino al 2000, anno in cui passò al Crédit Suisse.

Ragioniere generale dello stato
dal 2002 al 2005, prima con il governo Berlusconi e poi con quello Prodi, Grilli è diventato successivamente direttore generale del Tesoro. Negli ultimi tempi ha fatto spesso lo sherpa nei vertici internazionali. Come economista appartiene alla scuola bocconiana, e con Alberto Alesina ha scritto vari saggi su moneta e Banche centrali. Dunque è improprio definirlo “tremontiano” anche per le concezioni di politica economica. Nessuno definirebbe come “merkeliano” il nuovo governatore della Bundesbank e membro tedesco del direttorio della Bce, Jens Weidmann, che, pur essendo socialdemocratico, è stato consigliere economico del cancelliere Angela Merkel.

Saccomanni assicurerebbe
la continuità con Draghi, ma questi fu nominato governatore di Banca d’Italia provenendo dall’esterno e dopo aver ricoperto la carica di direttore generale del Tesoro.
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